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Un abbraccio senza tempo: Montalcino e Villa Le Prata
Un abbraccio senza tempo: Montalcino e Villa Le Prata
Qualche settimana fa ho avuto il piacere di visitare Villa Le Prata, una piccola cantina dalla profonda capacità espressiva, incastonata nel cuore di Montalcino. La visita è rimasta impressa nella memoria non solo per i vini in sé, ma per la calda e genuina ospitalità di Edoardo, la nuova generazione alla guida della cantina, che mi ha accolta con quella grazia toscana spontanea che ti fa sentire subito a casa. Mentre percorrevamo i vigneti e le cantine, Edoardo parlava con la tranquilla sicurezza di chi è profondamente radicato nella terra, eppure pienamente consapevole della responsabilità che comporta guidare una nuova generazione. La sua filosofia era chiara: impatto minimo in vigna e in cantina, per portare all'interno le uve più sane possibile, preservando l'anima autentica del Sangiovese.
Si percepiva anche un forte senso di responsabilità verso la biodiversità: ho potuto vedere la sua passione nel creare uno spazio diversificato intorno ai vigneti. Qua e là si scorgevano bellissimi alberi da frutto ovunque. Questa idea di transizione gentile da una generazione all'altra, rimanendo fedeli alla terra, si rispecchiava splendidamente nei vini che abbiamo assaggiato insieme — dall'IGT Tirso a tre avvincenti espressioni di Brunello, culminando in un Brunello di Montalcino 2019 che mi ha rubato completamente il cuore.
La storia affascinante di Villa Le Prata
Villa Le Prata ha iniziato il suo percorso non come cantina, ma come dimora nobiliare adibita alla caccia, costruita nel 1860 dal Conte De' Vecchi. La sua aura aristocratica rimane intatta, immersa tra querce e cipressi secolari che incorniciano la villa con una grazia naturale, quasi regale. La trasformazione in tenuta vinicola è un capitolo relativamente recente. Nel 1980, il dottor Massimo Losappio, illustre neurochirurgo con una profonda passione per il Brunello, acquistò la proprietà insieme alla moglie Marialuce. Era il loro sogno condiviso trasformare questa villa storica in un luogo dedicato alla cultura del vino. Restaurarono i vigneti e si concentrarono esclusivamente sul Sangiovese, affermando Villa Le Prata come produttore boutique dagli standard irrinunciabili.
Oggi, sotto l'occhio attento del figlio Edoardo, la tenuta abbraccia pratiche sostenibili e una cura ancora più meticolosa del vigneto, rimanendo al contempo fedele allo spirito dei fondatori.

Il territorio: il nord-est di Montalcino
Villa Le Prata si trova a circa 5 km a nord-est di Montalcino, a un'altitudine di circa 500 metri sul livello del mare. Si tratta di una posizione privilegiata che beneficia di temperature più fresche, ottimi sbalzi termici e ventilazione costante — condizioni che permettono al Sangiovese di maturare lentamente e mantenere un'acidità vivace, fondamentale per l'eleganza e la longevità tipiche dei grandi Brunello. I suoli sono un misto di galestro (argilla scistosa) e alberese (calcare), che conferisce ai vini struttura e finezza al tempo stesso. Questo angolo di Montalcino è noto per produrre espressioni di Sangiovese particolarmente aromatiche e raffinate, con tannini sodi ma levigati.
"Questa idea di transizione gentile da una generazione all'altra, rimanendo fedeli alla terra, si rispecchiava splendidamente nei vini che abbiamo assaggiato insieme."

I vini di Villa Le Prata
Durante la degustazione con Edoardo, abbiamo esplorato non solo il classico Rosso e il Brunello, ma anche l'affascinante gamma di selezioni da singolo vigneto e le espressioni uniche di Sangiovese che rivelano quanto possa essere multiforme questo terroir. Ogni vino parlava con voce propria, eppure tutti portavano lo stesso filo conduttore di eleganza, precisione e autenticità.

Tirso
Abbiamo iniziato con Tirso, il loro IGT Toscana prodotto interamente da Sangiovese, ottenuto da viti giovani distribuite tra i vari appezzamenti della tenuta. È l'interpretazione più immediata e vivace dei loro vigneti — Tirso prevede la vinificazione con raspi interi e solo 6 mesi in acciaio senza legno. Qui si percepisce chiaramente la nuova corrente che Edoardo ha portato in cantina. Nel calice, Tirso offriva un colore rubino brillante, con profumi vivaci di ciliegia acida e un tocco di mirtillo rosso. Al palato era fresco, con un'acidità croccante e un finale sapido che lasciava un sottile eco fruttato di arancia amara. Edoardo ha spiegato che questo è il vino in cui lasciano risplendere la vitalità naturale del Sangiovese con il minimo abbellimento — è allegro, versatile, e parla direttamente delle colline di Montalcino.
Vigna Le Prata 2018
Addentrandoci in territori più strutturati, abbiamo assaggiato il Vigna Le Prata 2018, un Brunello da singolo vigneto proveniente dall'appezzamento della tenuta impiantato nel 1988. Questa parcella si trova a circa 507 metri, con un'esposizione a nord-ovest che preserva la freschezza anche nelle annate più calde. I suoli sono un misto di argille plioceniche rossastre e frammenti calcarei, che conferiscono al vino sia slancio aromatico sia una spina sapida. Il 2018 si è versato con un granato medio, aprendosi con delicate note di ciliegia essiccata, violetta e dolci sfumature balsamiche. Al palato era aggraziato ma persistente, con tannini vellutati. Rispetto ai Brunello più robusti, ciò che mi ha colpita di più era la sua finezza — un vino che sussurrava anziché gridare, ma che restava a lungo dopo il sorso.
Vigna San Prospero 2019
Poi è arrivato il Vigna San Prospero 2019, proveniente da una parcella esposta a sud-ovest, impiantata nel 1998 su suoli argilloso-calcarei a circa 495 metri. I suoli leggermente più ricchi e l'esposizione al sole del pomeriggio conferiscono a questo vino un tocco di maggiore corpo e densità nel palato centrale. Il naso era meravigliosamente espressivo — ciliegia matura, fragola selvatica, sentori di scorza d'arancia sanguinella. Al palato: freschezza pura. Bilanciava un frutto rosso succoso con tannini levigati e una vena minerale che gli donava energia e slancio. Questo è un Brunello che appare già particolarmente completo, con tutti i suoi elementi integrati in modo armonioso.

Vigna Vescovo 2020
Poi abbiamo esplorato uno scorcio del futuro con il Vigna Vescovo 2020, proveniente dall'appezzamento più giovane della tenuta, impiantato nel 2017. È un vigneto minuscolo, meno di un ettaro, su suoli sabbiosi-argillosi ghiaiosi con un eccellente drenaggio, a oltre 515 metri. Sebbene giovane, questo vigneto mostra un potenziale incredibile. Credo che il 2020 abbia una grande evoluzione da offrire. Presentava un profilo aromatico vibrante: lampone schiacciato e una lieve nota salina che sembrava portare le fresche brezze del suo sito in quota. Al palato era molto fresco e si percepivano i tannini in modo predominante. Edoardo è particolarmente entusiasta del futuro di questo vigneto, considerandolo un gioiello emergente nel loro mosaico di terroir.
Brunello di Montalcino DOCG 2019
Infine, siamo tornati al classico Brunello di Montalcino 2019 della tenuta, un blend armonioso delle varie parcelle, ciascuna vinificata separatamente prima di un affinamento di circa 42 mesi in una combinazione di grandi botti di rovere slavone e alcuni tonneaux francesi. Il risultato era un vino che sembrava sintetizzare tutte le personalità della loro terra in un'espressione quintessenziale di Montalcino. Il 2019 era immediatamente avvincente, con profumi di violetta essiccata, ciliegia schiacciata, un accenno di tartufo e sottili note di liquirizia dolce. Al palato era pieno ma composto, con tannini fini e setosi che sostenevano sapori di frutti rossi maturi, erbe aromatiche e un persistente eco di terra ferrosa. Vi era una precisione quasi architettonica nella sua struttura, ogni elemento perfettamente al suo posto, che conduceva a un finale lungo, sapido e che invitava a un altro sorso.

Una filosofia condivisa
Ciò che univa tutti questi vini — dal vibrante Tirso ai profondi Brunello da singolo vigneto — era una chiara filosofia di intervento minimo e rispetto assoluto per la voce del Sangiovese. Edoardo parlava con passione di limitare i trattamenti in vigna, della vendemmia a mano alla maturità ottimale e di guidare separatamente ogni parcella in cantina per lasciare emergere il suo carattere unico. Come afferma Edoardo:
"Lo spirito con cui vengono prodotti i vini non è quello di fissare un obiettivo enologico basato sul nostro gusto o sulla tendenza del momento, ma sull'osservazione del vigneto e sulla comprensione della sua vocazione, cercando di rispettarne l'identità. Per questo motivo otteniamo vini anche molto diversi tra loro, come Vigna Le Prata (molto più fine e verticale) e Vigna San Prospero (più scuro e strutturato). La natura è la protagonista del processo, noi siamo al massimo gli 'spettatori attivi' che rendono possibile questo processo."

Prima di ripartire
Visitare Villa Le Prata non è stata solo una degustazione, ma un piccolo viaggio nell'anima di Montalcino. La passione di Edoardo e la rispettosa custodia della terra da parte della sua famiglia traspaiono chiaramente da ogni calice. C'è qui una quieta fiducia — nessuno stile internazionale appariscente, solo Sangiovese puro e onesto, plasmato dall'altitudine, dal vento e dalla pietra. Se state viaggiando attraverso Montalcino, non posso che raccomandare caldamente una sosta a Villa Le Prata. E se doveste incontrare il loro Brunello 2019 — fatevi un favore e portatelo a casa. Potrebbe rubarvi il cuore, proprio come ha fatto con me.
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