vino.
Il "Non-dry January" di Sobria
Una sola parola necessaria: Condividere
Il gennaio di sobria, tutt'altro che sobrio: una parola sola — Condividere
A gennaio mi sono immersa in esperienze culinarie meravigliose e deliziose a Torino, insieme a due complici d'eccezione. La parola che ha caratterizzato queste giornate è stata "condividere", nel senso più pieno del termine. Da un lato, condividere il calore di una cucina casalinga, con degustazioni alla cieca di vini artigianali e sapori preziosi tra amiche. Dall'altro, una serata indimenticabile in cui abbiamo condiviso un'esperienza gastronomica d'eccezione, letteralmente da Condividere — ristorante stellato Michelin celebre per il suo approccio innovativo alla cucina italiana.
Le serate tra amiche: degustazioni alla cieca e cucina casalinga al suo meglio
A casa ci siamo avventurate in veri e propri esperimenti culinari, e il piatto vincitore è stato un risotto all'aglio nero e peperone rosso. I sapori profondi e ricchi di umami dell'aglio nero si sono armonizzati splendidamente con il calore delicato del peperone rosso, dando vita a un piatto al tempo stesso confortante e complesso. Abbinato a vini scelti con cura, questo pasto è diventato un inno alle gioie del cucinare e del condividere con le amiche. Ma questo articolo parla soprattutto dei vini che ho scoperto grazie alle scelte di degustazione alla cieca delle mie amiche. I miei preferiti:

Per Mano — Alberia
Alberia è una piccola cantina sostenibile situata a Marsala, in Sicilia, nota per la produzione di vini da vitigni autoctoni. La cantina pone grande attenzione all'agricoltura biologica e ai metodi tradizionali di vinificazione che rispettano il terroir della regione. I vigneti si trovano nei fertili suoli di Marsala, beneficiando di un clima mediterraneo che conferisce ai grapes caratteri gustativi distintivi. Alberia adotta pratiche agricole sostenibili, con un'enfasi sulla coltivazione biologica per preservare l'ambiente e valorizzare la qualità dei vini. Per Mano presenta un'armoniosa fusione della vivace acidità delle uve Catarratto e Grillo. Al naso offre un bouquet di agrumi, mela verde e delicate note floreali. Il palato è fresco e vibrante, con una mineralità equilibrata e un finale persistente che riflette l'essenza della vinificazione siciliana.

Rosso di Grignanello — Il Borgo di Grignanello
Il Borgo di Grignanello è una cantina di pregio situata nel cuore della Toscana. I vigneti si trovano su una collina in posizione privilegiata, tra Panzano e Castellina in Chianti. La tenuta comprende sei ettari di vigne vecchie, molte risalenti ai primi anni Sessanta, insieme a uliveti e boschi. La cantina è impegnata in un'agricoltura sostenibile, rinunciando all'uso di erbicidi, prodotti chimici e pesticidi di sintesi. Tra le proposte della cantina c'è il Rosso di Grignanello, che ho avuto il piacere di assaggiare. È un vino rosso ottenuto principalmente da uve Sangiovese, con l'aggiunta di Canaiolo e Colorino. Il vino viene vinificato e affinato in anfore di terracotta, un metodo tradizionale che conferisce caratteristiche uniche al vino.
"Un carattere particolarmente distintivo, che mi permette sempre di riconoscere il Sangiovese: la vivace presenza dell'arancia sanguinella."
Si presenta con un colore rubino brillante dai riflessi violacei. Il naso è espressivo, con aromi di frutti rossi maturi. In bocca il vino è di corpo medio, con acidità equilibrata e tannini morbidi, per un finale armonioso e persistente. Un carattere particolarmente distintivo, che mi permette sempre di indovinare il Sangiovese: la vivace presenza dell'arancia sanguinella.

Onde Gravitazionali — Fabio Gea
Ho già avuto il piacere di parlare di Gea in uno dei miei ultimi articoli del blog, "Holiday wine highlights: a journey through exceptional terroirs" (cliccate qui se ve lo siete perso!), dove ho descritto lo splendido Barbaresco del 2018. Fabio Gea è un raffinato produttore di vini naturali con sede nella regione delle Langhe, in Piemonte. I suoi vigneti si trovano nella prestigiosa zona del Barbaresco, dove abbraccia una filosofia di intervento minimo nel processo di vinificazione. Preferisce materiali come ceramica, porcellana, vetro, cemento e legno, piuttosto che l'acciaio inossidabile, per la fermentazione e l'affinamento. Evita il controllo della temperatura, i lieviti selezionati, la chiarifica, la filtrazione e l'aggiunta di solfiti in molti dei suoi vini.
Onde Gravitazionali è un vino rosso che riflette la dedizione di Gea ai metodi naturali. È composto principalmente da circa l'80% di Barbera, con Nebbiolo e altre varietà bianche non divulgate, provenienti da viti tra i 10 e i 50 anni di età. Il vino offre invitanti aromi di frutti di bosco selvatici e spezie. In bocca esprime una succosa esplosione di frutti scuri, con un'armoniosa fusione di Barbera e Nebbiolo, che crea un profilo sorprendente ma equilibrato.

Un'esperienza da stella Michelin da Condividere
Il nostro viaggio culinario ha raggiunto il suo culmine da Condividere, ristorante stellato Michelin a Torino. Aspettavo di provare questo ristorante da diversi mesi. Situato nell'iconico complesso Nuvola Lavazza, Condividere è noto per il suo approccio innovativo alla cucina italiana. Il nome "Condividere" riflette la filosofia del ristorante: una cucina conviviale dove ogni piatto è pensato per essere gustato insieme. Il menu, ideato dallo chef Federico Zanasi, è un incontro tra piatti tradizionali italiani e rivisitazioni moderne, e offre davvero un'esperienza gastronomica straordinaria.
Quando si apre il menu si legge la citazione di Ferran Adrià,
"Condividere non è un ristorante, ma un modo di vivere"
Leggendo queste parole, si capisce già che ciò che uscirà da quella cucina sarà qualcosa di unico. La serata è iniziata con l'iconica "Oliva Sferica" di El Bulli, un omaggio al celebre ristorante di Ferran Adrià, che reinterpretava i sapori tradizionali dell'oliva in una forma completamente nuova e innovativa. Da lì in poi, siamo state condotte in un vero e proprio viaggio culinario, e voglio ricordare alcune delle mie delizie preferite: la Millefoglie di foie gras e noci, il Katsu Sando piemontese, la carne albese, gli Agnolotti — la tradizionale pasta piemontese — serviti con un ripieno ricco e saporito e accompagnati da una salsa che esaltava la consistenza della pasta, e infine il Gnocco Burro e Oro, un'interpretazione innovativa degli gnocchi al pomodoro, creata a partire dal pomodoro stesso, accompagnata da una cremosa salsa di pomodoro che bilanciava acidità e dolcezza.
Le scelte dei vini sono state ancora più deliziose:

Champagne l'Ascendant — Mouzon-Leroux
Mouzon-Leroux è una maison di Champagne situata nella prestigiosa Montagne de Reims, nel villaggio di Verzy. La tenuta si estende per circa 10 ettari, con la maggior parte dei vigneti a Verzy e il resto a Verzenay, Ludes e Villers-Marmery. La tenuta segue pratiche sia biologiche che biodinamiche, ponendo l'accento sulla sostenibilità in viticoltura. I vigneti di Mouzon-Leroux sono classificati Grand Cru, beneficiando dell'eccezionale terroir di Verzy. La tenuta evita rigorosamente l'uso di erbicidi, prodotti chimici o pesticidi di sintesi, privilegiando i metodi dell'agricoltura biologica. Con un'attenzione alla qualità piuttosto che alla quantità, la tenuta gestisce con cura i vigneti e vendemmia a mano per ottenere il miglior succo possibile.
Uno dei vini più rappresentativi di Mouzon-Leroux è il Champagne l'Ascendant, un assemblaggio composto per il 60% da Pinot Noir e per il 40% da Chardonnay. Questa cuvée è prodotta con il metodo solera, mescolando vini di diverse annate per ottenere un profilo costante e complesso. Il vino fermenta con lieviti indigeni e attraversa un periodo tipico di affinamento di sei mesi in cantina dopo la sboccatura. Il Champagne l'Ascendant si presenta con un colore giallo pallido, caratterizzato da un perlage fine e persistente. Il naso è delicato, con frutti gialli maturi, limone, mela, arricchiti da prominenti note di frutta secca tostata, pasticceria e limestone. In bocca è ampio, ricco e pieno di sapore, con uno sviluppo armonioso e una deliziosa freschezza e mineralità.

Clos Magny 2022 Côte de Nuits-Villages — Domaine Camille Thiriet
Il Domaine Camille Thiriet, fondato nel 2016, è una cantina emergente situata nella regione della Côte de Nuits in Borgogna, Francia. Fondato da Matt Chittick, vignaiolo di origini canadesi, e Camille Thiriet, professionista del mondo del vino di Borgogna, il domaine ha iniziato come un micro-négoce, producendo piccole cuvée. I vigneti sono situati a Corgoloin, un villaggio tra Comblanchien e Nuits-Saint-Georges. Il terroir è caratterizzato da un terreno dolcemente in pendenza con suoli bruni su substrato calcareo, che garantisce un ottimo drenaggio e la salute delle viti. Inizialmente praticando la lutte raisonnée (un approccio pragmatico che privilegia la sostenibilità mantenendo la produttività in agricoltura), il domaine è passato all'agricoltura biologica dopo l'acquisizione della tenuta. Combinano l'aratura a cavallo con l'uso del trattore per rigenerare il suolo, puntando ad accrescere la biodiversità e migliorare la fertilità del terreno.
"Ho avuto il piacere di assaggiare uno dei vini di punta del domaine: il Clos Magny 2022 Côte de Nuits-Villages. Lo amato perdutamente."
Ho avuto il piacere di assaggiare uno dei vini di punta del domaine: il Clos Magny 2022 Côte de Nuits-Villages. È un vino rosso ottenuto da uve Pinot Noir, proveniente da una parcella nel celebre climat Le Clos de Magny a Corgoloin. Il vino aveva un colore rubino-porpora brillante. Il naso era ricolmo di vivaci aromi di frutti rossi freschi, arricchiti da delicati sentori di liquirizia, e in bocca era morbido, con un buon equilibrio tra frutti ricchi e una struttura elegante. Lo ho amato perdutamente.
L'esperienza gastronomica è proseguita in una sala dedicata ai dessert, dove ci siamo lasciate cullare da un'atmosfera intima e raccolta. I dolci erano squisiti. Per accompagnarli, ho scelto un pregiato Porto, che ha donato ai dessert una dolcezza ricca e vellutata, il finale ideale per un pasto indimenticabile.

Prima di ripartire
Questa esplorazione durata un mese intero non ha fatto che approfondire il mio amore per il concetto di "condividere": degustazioni alla cieca, esperimenti di cucina casalinga e fine dining di alto livello. Ogni vino, che provenisse da Alberia, Il Borgo di Grignanello, Fabio Gea, Mouzon-Leroux o Domaine Camille Thiriet, ha saputo mettere in luce i terroir unici e la passione vinicola che definiscono queste regioni, esattamente nel modo in cui li amo.

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